Il mio mondo

Friday, January 20, 2006

Maya Strozzabuchi

Partenza atto 1°….e poi e poi
Ok oggi vadio in fiera…”che gioia!”
Non è per pigrizia ma a nessuno piace andare in fiera è un’ enorme stress….
Comunque ieri fortunatamente sono uscito con Maya Strozzabuchi.
Bellissima ragazza alta, bionda con lunghi capelli boccolosi e 2 occhi che ricordavano quelli di un gatto siamese.
Maya l’avevo conosciuta in un distributore di benzina dove, molto cavallerescamente, mi ero proposto di aiutarla nel mettere il carburante.
Fortunatamente sono riuscito ad avere anche il suo numero di telefono e a fissare un appuntamento.
Appena entrato nel locale dove dovevamo incontrarci, capii subito che non si trattava di una donna normale.
Fattami strada attraverso la gente, spostandola come si tolgono le mosche dalla carta moschicida per cercare di utilizzarla fino alla fine, prendo possesso del bancone e sfoggiando un sorriso a 32 denti mi espongo in:”Ciao”.
Si capiva subito che era una professionista dell’ essere osservata.
La mia amica "candy-suck" aveva delle labbra bellissime ricoperte di un non so cosa che le rendevano umide quel tanto che la sigaretta che stava fumando sembrava scivolare su una lastra di ghiaccio baciata dal sole invernale, proiettando tutto attorno un’ arcobaleno di colori.
Era splendida! Io, nel salutarla, cerco di mantenere un certo contegno senza far trapelare un mio evidente imbarazzo, ma dopo poco mi accorgo che la mia postura assomiglia sempre di più a quella di un bastoncino d’incenso consumato che si piegava verso il suo mastodontico seno.
Sono sempre stato attratto dalle donne col seno grande…forse per complessi edipici mai risolti
“Come stai Maya? Tutto bene?”- le chiedo io.
“ Si tutto bene, ma sono un po’ disturbata da questa unghia che mi si è spezzata.”-dice lei.
“E’ una cosa terribile-ribatto- ho saputo di innumerevoli tragedie avvenute per questo motivo”
Lei mi guarda con un’espressione mista tra compassione e stupore. Non mi da l’idea di essere molto loquace, ma l’idea di vederla completamente nuda sul mio letto, ricoperta solo di un sottilissimo strato di mia saliva, mi fa sembrare il mondo un posto bellissimo in cui vivere.
Ad un certo punto mi allontano un secondo cercando di riprendere possesso delle mie gambe con la scusa di ordinarle da bere.
Al mio ritorno la vedo che parla con un nano.
Saranno gli anni di fotografia o una mia innata capacità di capire le cose al volo ma mi rendo conto che quel tizio ha qualcosa che non va.
La prima cosa che mi domando è che utilità possa avere questa persona nella catena alimentare…probabilmente paga il fio di qualche tara ereditaria avvenuta a causa di un rapporto incestuoso in un punto a me oscuro del suo albero genealogico.
“Ciao io sono Fede” dico io
“Jao io zono Michele”
Quel leggerissimo problema di pronuncia mi tranquillizza. Maya non puo’ voler andare con una persona che parla cosi.
Maya mi loda le capacità del nano.
Tengo d’uro e grazie al cielo Michele ben presto dice che se ne deve andare (sinceramente il motivo non mi è mai stato troppo chiaro….credo che parlasse di dover andare a scaricare napam su povere popolazioni indifese….è un lavoro come un altro).
Resto solo col mio sogno.
La capità di riuscire a rendere superficiali le cose importanti della vita era una prerogativa che Maya deteneva e non aveva nessun interesse a nascondere.
In quel momento mi capacito di un mio vecchio ragionamento avvenuto in piena pubertà.
Il pensiero possiede una sua identità. Ha una sua dignità. Certa gente non è scema…è il pensiero che volontariamente si rifiuta di incontrarla.

Thursday, October 06, 2005

Senza un braccio

Questa mattina mi sono alzato senza un braccio. non è male se si considera che posso risparmiare sulle camicie...è strano pero'.
Non posso piu' mangiare. Non posso piu' mettermi un dito nel naso e guidare.E' strano...Forse ricresce come dicevano i Monty Phyton.
Pero', al di là di tutto, mi infastidisce non avere piu' il mio braccio, ma forse quello che mi infastidisce ancora di piu' è sentire la mia tutor (la ormai non piu' giovane signorina Rottermayer) spiegarmi per quale motivo la colpa è mia, perchè me la sono cercata e perchè questa è la giusta punizione per me e che io dovrei essere lieto di quello che mi è successo, perchè al mondo non si trovano mica tanto facilmente persone oneste come lei.
Non so perchè, ma quando mi vengono dette certe cose...mi sento abbondantemente preso per il culo...Mondo abbi pietà di un misero tuo figlio, che alle parole da troppo peso.
Lei ( la tutor) adduce cause ad una mio esagerato amore, nonchè completa e totale dedizione, per la masturbazione...credo che si sbagli pero', e che parli di certe cose come gli anziani parlano del tempo:" Domani pioverà, ho il callo ingrossato."
Qui piove, piove come sempre.
Oddio se il mio spirito fosse foco. saltellare al buio della notte...che bello, oppure brucerei lo mondo.
O essere leggero, fresco, dolce vento....lo tempesterei.
Ho sognato di essere papa...ho mandato tutti nel profondo, o meglio piu' potere imperatore...te, te, te e te...vi mozzo lo capo a tondo.
Voglio essere morte! Voglio andare da mio padre...vita vattene da lui.
Non sentirti in colpa madre, similemte faccio anche con te...Perchè non sono Ciecco.
Voglio donne giovani e leggiadre...le vecchie e laide le lascio agli altri.

Wednesday, October 05, 2005

La sottile ironia del destino

Piove. Oggi piove come sempre.
Piove dappertutto. Non c'è punto in un raggio di 15 km che non sia completamente bagnato.
Non si puo' uscire.
Questo è normle, se non fosse che ci si prepara per avvenimenti che vengono rovinati all'ultimo gradino.
E' triste, ma è la sottile ironia del destino.
Lavorare come dei forsennati per avere dei soldi per un viaggio da fare in 2.
Partire e scoprire che , la tua lei va con un altro.
Arrivare puntuali per un appuntamento e dieci minuti prima sentirsi dire...scusa oggi non posso. O forare a mezz'ora dall' arrivo, in un punto del mondo dove non esiste nulla.
Molti la chiamano sfortuna, sfiga, o in altri modi...io la chiamo la sottile ironia.
Ritengo che la differenza sia che l' ironia è un accidente importante, che ti limita momentaneamente, ma non definitivamente.
Avere la fidanzata con la quale sei in un' isola caraibica e lei va con un altro è sicuramente una cosa tremenda, ma non è una cosa definitiva come perdere una gamba...quella è sfiga.
Arrivare tardi o perdere un appuntamento, è sicuramente una cosa spiacevole, ma non è definitiva.
La sottile ironia del destino credo che sia la cosa piu' tragica che possa esistere al mondo per 2 semplici motivi:
1- non puoi dare la colpa a nessuno;
2- bruci dentro pensando:" Perchè è successo così?"
A questo punto possiamo solo ridere.

Friday, July 29, 2005

Ivan:l'infanzia

Ivan viveva in un piccolo pesino della sterminata pianura russa.
Non si sa bene il motivo, ma lui si sentiva segnato dal signore per comandare e compiere grandi imprese.
Forse le lezioni del suo vecchio mentore che gli insegnava come la chiesa russa era l'unica vera chiesa e che fortuna aveva lui a parte, o per quel sentimento di "invidia" verso quella figura minuta che si vedeva in tutte le case dove c'era un piccolo uomo appeso con le braccia aperte come se volesse abbracciare il mondo e sollevarlo dal dolore, o forse per un eccesso di speranza riposte dagli altri. Il motivo non si sa, si sa solo che lui sentiva che avrebbe fatto qualcosa di grande.
Frequentò le scuole dell'obbligo con risultati scadenti, ma la colpa era degli altri perchè lui era destinato a grandi imprese, continuavano a ripetere gli altri.
L'università non la fece, non era roba per lui.
Lui non era un uomo di concetto, ma di comando.
Si arruolo'...3 mesi.
Lascio'. Disse che i generali non potevano, o meglio, non volevano capire la sua genialità da stratega e che in fin dei conti se vuoi fare una buona frittata qualche uovo deve essere pur rotto.
Ivan giocava con la vita degli altri come i bambini al mare con le biglie sulla spiaggia.
Cosi', con la stessa leggerezza con cui un bimbo da un pizzicotto ad una pallina per farla avanzare sulla spiaggia, così lui faceva con la vita...degli altri ovviamente.
Lui non poteva, o meglio, non doveva morire perchè il destino un giorno l'avrebbe chiamato, e il giorno in cui il signore l'avrebbe accolto al suo cospetto (e qui era solito a gestio scaramantici coloriti anche per un paesino agricolo come quello) non gli avrebbe nemmeno chiesto cosa avesse fatto nella vita, perchè la sua fama sarebbe arrivata fino a lui e poi, come poteva dio non conoscere il suo "figlio prediletto".
Il fatto sta che tedio e invidia lo resero immobile.
Un anno, in cui il freddo diede un colpo di coda improvviso a metà primaverà, la famiglia di Ivan si ritrovò senza soldi.
Fu dura per lui, ma dovette accettarlo ben presto...doveva andare a lavorare.
Il concetto di lavoro non gli era molto chiaro...quello che gli era chiaro era che se lavoravi guadagnavi. Ma quello che non gli era chiaro era come si lavorasse.
Quando finì al porto capì ben in fretta cosa voleva dire lavorare...ma lui era destinato a grandi cose.
I colleghi non lo sopportarono per molto tempo, e quasi subito, come scherno, lo misero a pulire il pesce insieme alle donne. Lui non lo capì mai che era una presa in giro. Lui credette che fosse uno scatto di qualità...che era per rispetto che lo misero lì.
Ma anche in questo caso dopo poche settimane mollo' il porto per un posto piu' consono ad un signore come lui.
Il teatro. Quale posto migliore...
E fu in teatro, facendo la maschera che conobbe Melissa.
Melissa era una giovane attrice con piu' passione per gli uomini che per il palcoscenico. Non studiava, non cercava di capire, non leggeva...non c'era nulla che lei non poteva fare o raggiungere semplicemente, e qui cito direttamente dalle sue parole,:"Allargando le gambe."
Non era diversa da Ivan se non nel fatto che lei aveva capito, pagandone direttamente il fio sulla sua pelle, che a volte è meglio tacere e ingoiare il rospo che parlare e mettersi nei guai...
Questo Ivan non lo capì mai.
Oh certo si trovarono subito d'accordo...in fin dei conti erano molto simili. Uno fingeva classe e inventava viaggi fatti in posti esotici abbellendo il tutto con parole pompose pronunciate male, l'altra pendeva dalla sua bocca come una tenda pende dal muro sbattendo le ciglia periodicamente per far capire che l'anima non le era ancora volata in cielo.
Non si poteva non dire che in tutta la grande madre russia, quei 2 non si fossero incontrati.

Bori's life

E fu così che Boris lascio' per sempre la scatola che ormai era troppo piccola e affollata per i suoi gusti.
Andandosene pero' non poteva non ricordare storie, anettodi, avvenimenti di un passato relativamente corto ma intenso.
Ricordava melissa e la sensazione che a volte nasceva di tale complicità tra i 2 che era quasi palpabile. Sembrava che a volte, per un attimo, un brevissimo attimo, la sua vita potesse realmente cambiare e diventare la loro vita.
A volte era cosi intenso e vicino il momento, che sembrava che naturalmente dovesse avvenire.
Come in casa, d'estate, quando c'è aria corrente, e sai che le porte sbatteranno da li a breve e quando si chiudono velocemente prima di chiudersi ti sembra quasi di porne sentire il movimento.
E così succedeva a lui...sapeva che da lì a breve sarebbe nato quel quid in piu'.
E invece mai nulla, ma di senni di poi si sa che le fosse ne tracimano.
Boris si distese in un prato e lascio' che i pensieri gli fuoriuscissero dal corpo. non li fermava, non li guardava...li voleva solo dimenticare.
I giudizi sono brutti da dare, per natura umana c'è sempre un vincitore e un perdente e non faceva parte del modus vivendi di Boris fare graduatorie.
C'era solo una cosa da fare...lasciare che il vento entrasse in lui e lo svuotasse di quei pensieri.
Dimenticare era la sola giusta soluzione

Me Boris

Allora diciamo che dall' ultima volta che ci siamo sentiti non è cambiato molto.
Lavoro, casa, amici,solita sodomia sentimentale,tutto regolare insomma.
Ieri sera Marianna mi ha confessato di essersi innamorata. le ho chiesto chi fosse il fortunato. Mi dice alto, bello, muscoloso, intelligente, ricco, pespicace, uomo da grande intuito, cuore puro immacolato come la neve...A quel punto stavo per ringraziare il mondo, dicevo dio grazie di guardare me, sono morte e muoiono persone tutti i giorni e tu benedici me...quando mi sento dire che ama Ivan...
Ivan, Ivan ti rendi conto. Ivan ha il mal di testa quando arriva a scrivere la lettera V del suo nome, è un rozzo insensibile cafone, scoreggia a tavola e poi ti spiega che in certe culture è educazione.
Ivan...mi viene da vomitare adesso prendo un travel-gum. Non riesco a capacitarmi di come sia successo...o meglio si ma non so come prendere questo paguro che mi si è impiantato nel culo.
Mi sembra di vivere in un film in cui dio è il regista e sceneggiatore...senza offesa ho visto professionisti molto più talentuosi.
Ma a certe cose non ci si puo' arrendere, ma non ci si puo' nemmeno fare il callo, e soprattutto non si puo' decidere di scegliere. Certe cose sono così...nescono, vivono, muoiono, riprendono.
Il fatto è che a 30 anni dovrei smettere di mettermi a culo in aria a fare il parcheggio per biciclette.
Povero me, povero Borish...
Mi permetto a questo punto di citare Woody Allen:"
Inoltre, ho un amico al quale i miei genitori volevano più bene che a me, da piccoli. E questo mi ha distrutto. Laureatosi a pieni voti, il mio amico si mise a fare l'assicuratore. Si è sposato con una ragazza molto magra e sono andati ad abitare nei sobborghi, dove hanno ogni sorta di status symbols: casa di loro proprietà, automobile, pelliccia di visone, assicurazione contro il furto e l'incendio, assicurazione sulla vita. La moglie ha anche un'assicurazione sull'orgasmo. Se il marito non riesce a soddisfarla sessualmente, la polizza prevede un indennizzo mensile in denaro."

Monday, April 18, 2005

Lunedì

E siamo a lunedì...che tristezza.
Si lavora come sempre...ma in compenso sabato ho conosciuto una ragazza carina, ma a causa della mia arterio sclerosi galoppante, mi sono dimenticato di chiederle il numero di telefono. sigh...
beh speriamo di recuperare.
Mi sono tagliato i capelli...Adesso sono moderno., ma non li ho buttati.
Visto che il costo della vita a Bologna è sempre più caro sto facendo un secondo lavoro.
Con i capelli che ho tagliato mi sono fatto un tupè enorme per la schiena.
Adesso alla sera sono "occupato" presso gli alberghi. Mi metto all'entrata e la gente usa la mia schiena per pulirsi le scarpe...
Però sono buoni in questo nuovo posto di lavoro, mi permettono di dormire e la gente è sempre attenta a non pestarmi i maroni quando entra.
Ieri l'altro una mia amica è andata ad una riunione...non so se politica o religiosa o che altro.
La cosa bella è che le insegnano a parlare con se stessa e lei dice che la cosa l'aiuta a capire gli altri.
Sono contento adesso parlo un po' con me stesso così poi capisco un bimbo di 12 anni palestinese che ha perso uno dei genitori...Non pensavo fosse così facile! Adesso penso molto così poi li compatisco e posso ricominciare a fare le mie porcate con la coscienza pulita.
Parlare con sè stessi è sempre una bella cosa.
Quasi come mentire a sè stessi. Io parlo con me e mi convinco...che emozione. Ma perchè mettersi in discussione con gli altri. Perchè parlare con gli altri...mai. Stiamo soli, chiusi in noi stessi, creiamoci un castello di scuse più o meno buone per auto convincerci e gratificarci...
Io sono un tipo un pò narcisista...è sempre colpa degli altri che mi odiano.
Io sono un po' timido...il mondo è cattivo.
Io masochista...non esco e mi sfascio di pippe...
Che tristezza. Se realmente vogliamo cambiare dobbiamo metterci in gioco con e contro gli altri per arricchirci di un'esperienza meggiore, per conoscere nuove cose, per vedee oltre e non restare nella nostra ampolla, continuando a parlare e a pensare come un pollo in batteria che conosce solo quello. Se vogliamo crescere la chiacchera con sè stessi sta alla maturazione come la masturbazione sta alla gravidanza.
E' inutile rincorrersi...per fare certe cose occorre essere in 2 !!!

Tuesday, April 05, 2005

La rincorsa

Ok oggi ho deciso che non mi va di fare certe cose...non mi va semplicemmente perchè non ne ho voglia. Non ho motivi politici, religiosi, morali per cui non farle...non mi va di farle.
Non mi va di fare certe cose come non mi va di correre dietro alle donne cattoliche.
E' già sufficientemente dura uscire con le persone normali che ti raccontano una marea di cose inutili e noiose che a volte buttarsi la birra sui pantaloni diventa la scelta meno peggio.
Cosa che uio tendo sempre a fare nei momenti che non reggo piu' conversazioni inutili.
Mi spiego...quanti hobbies mediamente esisteranno, anzi, verranno praticati in italia...facciamo 100...qualcuno mi sa spiegare perchè io trovo semrpe donne che amano leggere, andare al cinema ascoltare musica e che poi sono oneste, sincere, schiette, attive e che dicono sempre cio' che pensano.
Che noia...ne trovassi mai una falsa come Giuda e che per hobby ha la caccia...
Mai!

Tuesday, February 22, 2005

Orchite day

Che stanchezza...è solo martedi'...oggi pero' mi sento frte moralmete è ho deciso di chiedere agli amici che parte del mio carattere fa schifo...beh al di là del fatto che è uscita una lista enorme, il tutto pero' non è che mi abbia toccato poi tanto...nel senso: è come se mi avessero parlato della farfalla dal culo blu' presente solo in una piccola zona della foresta equatoriale...insomma non me ne frega poi molto...oggi mi sento stanco ,ma bene, forte.
Ovviamente sono conscio che è solo un momento in cui la sfiga decide di farmi piu' male e quindi mi da questa parentesi di piacere per poi colpire in modo virulento e improvviso creandomi un dolore incommensurabile...che bella cosa che è la vita...
Oggi pensavo se tutti quelli che lavorano qui fossero degli animali...io sarei la rara scimmia dalle balle gonfie e dal culo rosso (rosso perchè sono di sx non per altro)....
Già mi vedo che compenso il mio trauma del poco pelo sul corpo con quella figura...Freud ne scriverebbe a pacchi poi direbbe che sono busone, come tutti poi.
Un'azienda piena di scimmi, tipo 2001 odissea nello spazio....
Per me oggi sono contento perchè difianco a me c'è un bellissimo (quanto vecchio) IMac a 233Mhz verde....le piccole cose di una volta, i piccoli piaceri...il veccio mac..come sono romantico oggi.